Trattoria a Roma


La Pizzeria Ostiense è anche una trattoria a Roma dove poter gustare tanti piatti della cucina romana, oltre ad essere una friggitoria che propone supplì, crocchette, filetti e fiori di zucca fatti in casa, utilizzando solo ingredienti di stagione acquistati da fornitori locali. Tra i piatti tipici della cucina della capitale proposti da Pizzeria Ostiense ci sono anche i carciofi alla giudea, i carciofi alla romana, la carbonara, la matriciana, la gricia con carciofi, il cacio e pepe, e secondi semplici ma genuini come le bistecche e le melanzane alla parmigiana. Da non perdere i fagioli cotti nel fiasco, nel forno a legna e, nel pieno rispetto della tradizione popolare, gli gnocchi fatti in casa il Giovedì.
I clienti potranno concludere degnamente la cena scegliendo uno dei vari dolci fatti in casa come il tiramisù, la panna cotta, le crostate cucinate nel a forno a legna e ripiene di ricotta e visciole, la cheescake e il creme caramel.
Questa trattoria a Roma vi consiglia di accompagnare con le classiche birre alla spina e di non perdere l’ottimo vino casereccio dei castelli romani, sia bianco che rosso, disponibile in varie etichette.



La cucina romana è povera, non ricercata, ma molto saporita poiché la sua origine è profondamente popolare. È composta essenzialmente da cibi che possono essere considerati di necessità, dove anche le parti meno pregiate di un animale vengono utilizzate. Uno dei piatti romani più conosciuti sono i bucatini all’amatriciana che prendono il loro nome da Amatrice, una cittadina in provincia di Rieti da cui partivano i pastori per la transumanza arrivando fino a Roma, dove vendevano i loro prodotti caseari e le carni ovine e bovine. Prima di chiamarsi amatriciana questo condimento si chiamava gricia ma la ricetta si modificò, dopo la scoperta dell’America, con l’importazione del pomodoro. Un altro primo piatto tipico laziale sono gli spaghetti alla carbonara fatto con ingredienti “poveri” e dal gusto intenso. Esistono diverse ipotesi sull’origine del loro nome che potrebbe derivare dalla carbonara di Roma, dai carbonai umbri, ma c’è chi ne rivendica la paternità come il paese Carbonara in Puglia, oppure c’è chi la considera una tipica ricetta del Piemonte. Si ipotizza persino che il nome carbonara sia legata ai moti dei carbonari che inventarono la ricetta grazie alla facilità con cui potevano reperire gli ingredienti. L’ipotesi più accreditata è che si tratti della semplice evoluzione di un antico piatto chiamato “cacio e ova” di origini Laziali e Abruzzesi, che i carbonari erano soliti preparare il giorno prima e mangiare freddo durante il lavoro.



Anche le origini degli gnocchi alla romana sono oscure, tanto che c’è chi ipotizza che la loro vera origine sia piemontese a causa del largo utilizzo di burro adoperato nella preparazione, così come i saltimbocca, anch’essi provenienti forse da un’altra regione. In ogni caso è certo che il critico letterario, scrittore e gastronomo italiano Pellegrino Artusi li mangiò fin dalla fine dell’800 nella trattoria storica di Roma “Le Venete”. Certe invece sono le origini delle fettuccine alla papalina, che devono la loro creazione agli spaghetti alla carbonara, infatti non sono altro che una rielaborazione di questo piatto. Si tratta infatti della medesima ricetta nella quale gli ingredienti sono stati sostituiti con altri dal sapore meno aggressivo come il prosciutto crudo e il parmigiano. Il loro nome deriva dal Papa Pio XII che chiese al ristorante che serviva i pasti al Vaticano, una rielaborazione più delicata della carbonara.